Nel silenzio del Mediterraneo, l’ingegneria incontra il vento.
EOLMED è la nuova frontiera dell’energia pulita: turbine che danzano sull’acqua, sostenute da strutture d’acciaio pensate per sfidare le onde e il tempo.
Un progetto che porta la firma di Stefano Residori, dove la tecnica diventa visione e il mare diventa architettura.
Tra le onde del Mediterraneo, a 18 km dalla costa di Gruissan, nasce EOLMED, il primo parco eolico galleggiante francese su scala industriale:
un sistema di 3 turbine Vestas da 10 MW montate su piattaforme galleggianti in acciaio, per una capacità complessiva di 30 MW — energia pulita sufficiente a illuminare oltre 50.000 abitazioni ogni anno.
“Un laboratorio reale per il futuro dell’eolico offshore europeo.”
Progettare una struttura che unisca stabilità, efficienza e leggerezza.
Le piattaforme galleggianti, lunghe 45 metri e alte 17, sono ancorate a 60 metri di profondità.
Il loro cuore è la tecnologia Damping Pool®, un sistema che smorza l’azione delle onde e assicura equilibrio anche nelle condizioni marine più estreme.
Un’opera che trasforma la forza del vento in armonia con il mare.
In EOLMED, Stefano Residori ha curato il coordinamento del progetto per conto di Matière – MP ArchiMed, membro del consorzio di costruzione.
Un percorso di innovazione e precisione, in cui l’esperienza maturata su ponti e viadotti si è trasformata in competenza applicata al mare: pianificazione, montaggio, coordinamento e controllo di ogni fase costruttiva.
Principali ambiti di intervento:
Visione replicabile: nato come progetto pilota, EOLMED apre la strada alla produzione seriale di parchi eolici galleggianti nel Mediterraneo e in Europa.
“Ogni struttura, che sia ponte o piattaforma, è un equilibrio tra forza e grazia. Il mare, più di ogni altra cosa, ti obbliga a rispettare questo equilibrio.”
- Stefano Residori
La filosofia progettuale di Stefano unisce razionalità ingegneristica e sensibilità estetica, trasformando l’acciaio in linguaggio poetico anche quando dialoga con la natura.
EOLMED ne è l’esempio: una sfida industriale, un simbolo ambientale, un nuovo confine per l’ingegneria.
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